La consapevolezza

Rieccomi per condividere quello che  è il mio percorso, sicura di non avere niente da insegnare ma felice di poter condividere una strada che mi sta dando tanto in termini di benessere fisico e mentale. Vi passo unicamente la mia esperienza così come la sto vivendo, perché per prima, molte volte, mi sono chiesta come trovare la strada giusta (per me ovviamente) in un mondo virtuale fatto di tutto e il contrario di tutto. Non ci saranno pillole magiche o diete miracolose (quello lo lascio fare ai professionisti del settore) ma una serie di spunti semplici per sentirci bene con il cibo che mangiamo e lo stile di vita che scegliamo.

Molto sinteticamente 3 sono i punti fondamentali:

  1. Alimentazione ( di seguito “come mangio” )  = il più possibile naturale, etica e sostenibile;
  2. Esercizio fisico (di seguito “come mi muovo” ) = perché normalizza l’insulina che è fondamentale non solo per i diabetici ma per tutti: è il più potente strumento che abbiamo a disposizione per ridurre i rischi dovuti ad un’alimentazione sbagliata e modi di vivere poco salutari, figuratevi i miracoli che può fare abbinato ad un’alimentazione sana;
  3. Crescita spirituale (di seguito “come evolvo”) = aspetto altrettanto importante, che deve andare di pari passo ai precedenti: ho scelto di non delegare a nessuna religione questo aspetto ma di occuparmene personalmente;

OK questa settimana partirei proprio da qui:

COME EVOLVO step 1:

LA CONSAPEVOLEZZA o QUIEORA  essere presenti senza pensieri, ecco cosa è la consapevolezza. Disperdere i pensieri quando si frappongono tra noi e la cosa che stiamo facendo. Farla e basta, senza giudizio, senza ricordi, senza immagini, senza aspettative. Allenare la consapevolezza è la strada migliore per godere del momento presente ed ESSERE.

CONSAPEVOLEZZA quando si mangia è fare pace con il cibo, significa liberarlo da tutti i significati che non hanno a che fare con il cibo (senso di colpa, amore, rancore , dolore) ma pensarlo solo come nutrimento e fonte di vita. Imparare ad fidarsi del nostro corpo e della sua saggezza interiore e riconoscere la fame e il senso di sazietà.

ESERCIZIO: prova con questa ricettina che ti lascio qua sotto a fare un po’ di allenamento, falla da zero, è semplicissima, mentre la cucini stai “nel processo”, nota le sensazioni nel preparare gli ingredienti, sei felice di cucinare? o hai fretta o sei annoiato. Cosa significa questa ricetta per te, hai voglia di mangiarla? Una volta che l’hai preparata annusala e senti i suoi profumi, ascolta le nocciole che scrocchiano sotto i tuoi denti? il miele è dolce ma contrasta con l’amaro del cioccolato? Che consistenza ha? Che colori ha? Dopo che hai fatto questo una volta, fallo tutto il tempo, fallo con un pasto intero, con un gelato, con il caffè…con la tua famiglia. E se vuoi ottenere il massimo da questo esercizio comincia con compilare un diario alimentare fatto delle emozioni che hai provato, magari sono spiacevoli o strane e ti hanno riportato indietro nel tempo…non le giudicare, scrivele e basta. Il diario è solo per te, sii completamente onesto!

Porridge d’avena e cioccolato con nocciole e miele

 

Maria Carla Libè

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Questo sarebbe anche il principio del Mindfulness, che ho provato a fare per un periodo e che, se si riuscisse ad adottare come stile di vita, sarebbe la risposta a tanti nostri problemi! Purtroppo non riesco sempre a seguirlo e stimo chi ci riesce, quindi, BRAVA!!!

Naty grazie per il commento, e per il complimento, sì ci provo da qualche mese e fa veramente miracoli, spero tanto nel fatto che se continui ad allenare qualcosa poi diventi un’abitudine e entri a far parte degli automatismi che scattano naturalmente, ora mi sforzo ancora un po’ però noto veramente la differenza ( in tutti gli aspetti della vita)

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