La vita è fatta di abitudini…ma non solo

Come evolvo: step 4

Spesso mi si dice, ma come fai a star dietro a tutto? Alla casa, al sito, alla cucina, al lavoro, alla famiglia.

Non lo sto dicendo per vantarmi. Vi posso assicurare che spesso e volentieri quando me lo chiedono mi infastidisco pure.

Ovviamente nella domanda io leggo: “per far tante cose le farai tutte male!!”.

Questo è un mio problema, ma lo supereremo, quello che invece voglio sottolineare è come riesco ad organizzarmi in tutte queste cose senza soccombere.

E’ semplice… inserendo “il pilota automatico”.

Sì avete capito bene, e vi spiego subito di cosa si tratta.

Inserire il pilota automatico significa che mi lascio guidare essenzialmente dalle abitudini che ho costruito nel corso del tempo.

Quando l’abitudine viene attivata, non ho più bisogno di pensare, eseguo le azioni automaticamente, a meno che non cambi qualcosa nella mia routine classica.

In primo luogo, inserire il pilota automatico è utile perché permetterà al cervello di fare una pausa, dato che non devo pianificare una per una tutte le azioni da compiere, per portare a termine quel compito e quindi paradossalmente potrei pure riposare.

Però…perchè ovviamente c’è anche un contro

se da un lato le abitudini rappresentano dei vantaggi dall’altro non sono certo azioni che ci stimolano o che ci fanno crescere e quindi non devono occupare gran parte della giornata ma dare spazio anche alla nostra fantasia, imparando cose nuove e svolgendo anche azioni divertenti e stimolanti.

Il segreto sarebbe quello di trovare il giusto equilibrio tra le due cose e di non abusare del pilota automatico rischiando di perdere il lato sorprendente della vita.

Comunque stabilito il giusto equilibrio per ognuno di noi e in questo caso il mio, vi spiego come faccio semplicemente a creare un’abitudine!

Diverse fasi della mia giornata sono composte da routine che non sono altro che un’insieme di abitudini. Queste s’innescano da sole, velocemente, non dando il tempo al nostro ego (quell’omino che tutti abbiamo dentro che si nutre di cose negative e di fancazzismo)  di fare opposizione. L’azione viene portata a termine nel breve tempo senza quasi accorgercene.

La routine:

io adoro creare  routine: mi creo un microbiettivo, lo chiamo micro, perché di solito sono le fasi intermedie, di un grande obiettivo (e per questo ci vuole un post a parte!!!) e pianifico le azioni che servono per portarlo termine.

Faccio un banale esempio:

per anni ho cercato di abituarmi a fare dieci minuti di stretching alla mattina appena sveglia. Ma ogni volta i miei tentativi fallivano miseramente perché mi boicottavo con il risultato che dopo tre giorni smettevo e la mia autostima si abbassava ancora di più per il fallimento. Erano solo dieci minuti ma il mio ego faceva troppa resistenza!

Ho capito quale fosse il segreto per me e ho cambiato strategia partendo da soli 30 secondi per volta!!!

Oggi trenta, domani quaranta, domani l’altro cinquanta e via dicendo fino ai dieci minuti…quando ci sono arrivata, l’abitudine era acquisita e ora da parecchi mesi faccio dieci minuti di stretching appena sveglia, senza fatica, senza peso, anzi ne sento proprio la necessità.

Sono 3 le componenti necessarie per creare un’abitudine

  1. motivazione
  2. modalità
  3. incentivo

Motivazione

Non voglio credere che non abbiate obiettivi, tutti vogliamo migliorare in qualcosa…stabilito cosa…

Fai il primo piccolissimo, ripeto piccolissimo step, verso il tuo obiettivo. Vanno benissimo giusto appunto i 30 secondi, fare quella cosa per oggi solo per trenta secondi. Voglio bere di più comincia con mezzo bicchiere d’acqua in più, voglio mangiare più sano comincio con il cuocermi una verdura al vapore, voglio cominciare a correre comincio con l’uscire e fare il giro della casa,  domani sarà un bicchiere, una verdura e un legume, il giro intorno al quartiere…

L’importante è che non ci si deve fermare, ed ogni giorno deve esserci un piccolissimo, quasi impercettibile miglioramento.

Modalità

Bisogna ancorare questo nuovo step ad una routine già ben acquisita: lavarsi i denti, andare in bagno, fare colazione, tirar fuori le scarpe dalla scarpiera…

Questo passaggio è importantissimo…è come per chi fuma averlo ancorato al caffè.

Io, nel mio esempio, l’ho ancorato allo svuotare la lavastoviglie. Abitudine acquisita 20 anni fa appena sveglia.

Il comportamento da mettere in atto, deve essere associato a un’attività quotidiana già esistente, qualcosa che si fa ogni giorno.

Incentivo

Passaggio altrettanto importante e fondamentale.

Premiatevi per il successo ottenuto, anche dei primi trenta secondi. Sembra una banalità ma credetemi che non lo è.

Premiarsi non solo rafforza l’abitudine che desideri ma crea anche una sorta di fremito che stimola l’adrenalina. Sembra che il nostro cervello non sappia riconoscere la differenza tra il sentirsi bene per un enorme traguardo raggiunto e un piccolo passo.

Il premio può andare da un semplice “bravo, ben fatto” davanti allo specchio a qualcosa di più tangibile. L’adrenalina e la soddisfazione di quel momento ti porteranno a desiderarne un altro e un altro ancora…


Ora vi lascio una ricetta interessante, non tanto per la ricetta in sé, che comunque al suo perché, ma proprio per la storia che ci sta dietro e che vi invito a leggere  Insalata di farro della Garfagnana e pomodorini confit

 

 

 

 

Maria Carla Libè

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